venerdì, 21 settembre 2007
«Se tu difendi quelle merde del Social forum, ti ammazziamo come stiamo ammazzando loro». L'avvocato Alessandra Ballerini, nel corso dell'udienza di stamani del processo per l'irruzione della polizia nella scuola Diaz di Genova durante il G8, entra nei dettagli delle minacce ricevute dai poliziotti che le impedivano l'ingresso nella scuola e ricorda alcune delle frasi che l'avevano maggiormente colpita e offesa.



Il processo per la sanguinosa irruzione dei poliziotti alla Diaz - dove sono imputati 29 poliziotti accusati a vario titolo di lesioni gravi, falso e calunnia è ripreso mercoledì dopo la pausa estiva. Oggi sono stati sentitti due legali del Genoa Social forum, oltre a Ballerini del foro di Genova, Susanna Gattini del foro di Bologna. I due legali hanno denunciato l'impossibilità di assistere gli arrestati durante i giorni del vertice e hanno raccontato di minacce e insulti ricevuti dai poliziotti sia per strada sia quando cercavano di entrare nella scuola dopo l'irruzione della polizia.



L'avvocato Ballerini ha poi sottolineato di aver presentato subito un esposto alla magistratura in cui denunciava la scomparsa per 24 ore di persone detenute nella caserma di Bolzaneto. Ha inoltre rievocato la notte dell'irruzione della polizia nella scuola Pascoli dove era stato allestito il «media center» e nell'istituto Diaz. «La stanza della scuola dove svolgevamo l'attività di legali - ha detto - aveva tutte le carte a terra, gli hard disk smontati. Nel dormitorio della Diaz invece c'era sangue dappertutto: su scalini, termosifoni, muri, anche a grumi grossi. Pensai che quella persona fosse sicuramente morta».



Il legale ha poi aggiunto che si era recata alla Diaz la notte dell'irruzione perché chiamata al telefono cellulare da un medico che in tono atterrito le aveva detto: «Vieni, che ci stanno ammazzando tutti». L'avvocato ha anche spiegato che con i colleghi del "Legal social forum" facevano dei turni dentro la scuola perché temevano irruzioni improvvise della polizia dopo aver documentato infiltrazioni di agenti tra i black bloc.



Anna Pizzo, una giornalista accreditata al Media center della Pascoli invece ha raccontato: «Arrivai a Genova alcuni giorni prima del G8 e andai al Media center per vedere le postazioni. Per prima cosa notai a terra mazze, pale e picconi, per cui chiesi che venissero tolti. Mi risposero di no, perchè sarebbero serviti per proseguire i lavori di ristrutturazione». Quegli attrezzi vennero poi attribuiti ai 95 no global arrestati nella scuola.



L'udienza proseguirà mercoledì prossimo con l'ascolto di altri testi.




dal messagero
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sabato, 25 agosto 2007
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venerdì, 08 giugno 2007
visto che le televesioni si fermano a raccontare solo i gommoni di green peace ecco un' altra visuale di quello che è successo in germania in questi 2 gg

http://g8-tv.org/


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venerdì, 08 giugno 2007
visto che le televesioni si fermano a raccontare solo i gommoni di green peace ecco un' altra visuale di quello che è successo in germania in questi 2 gg

http://g8-tv.org/


postato da: Riverbo alle ore 00:19 | Permalink | commenti
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martedì, 05 giugno 2007


La manifestazione dei No Dal Molin a Trento è andata benissimo; in
circa 300 hanno manifestato, all'esterno, al suono di pentole e
tamburi mentre all'interno una quarantina di persone, dopo l'inizio
dell'intervento del Presidente del Consiglio, si sono alzate esponendo
le bandiere No Dal Molin gridando "vergogna, vergogna, Vicenza non si
vende". L'intervento di Prodi è stato interrotto e il moderatore ha
offerto il microfono ad una rappresentante del Presidio - Cinzia
Bottene - che ha elencato al Premier le tante ragioni della battaglia
vicentina. Prodi, naturlmente, non si è degnato di rispondere.Al
termine della conferenza, poi, centinaia di persone hanno bloccato
pacificamente le uscite dell'Università e sono state spostate di peso
- senza tante delicatezze - dalle forze dell'ordine per far uscire
l'auto del Presidente del Consiglio.

Un Presidente del Consiglio che, di fronte ad una platea di
centinaia di persone, non ha il coraggio di rispondere alle
richieste di una cittadina, evidentemente, ha la coda di
paglia; un Presidente del Consiglio che, di fronte alla
manifestazione civile di centinaia di persone, risponde che
"la decisione è già presa", dimostra di non avere la
capacità di ascoltare quei cittadini che dovrebbe
rappresentare.

Romano Prodi se ne va da Trento dimostrando, ancora una
volta, la propria incapacità di rapportarsi con la
comunità locale vicentina. Dice, il Presidente del Consiglio, che
"queste manifestazioni fanno male all'immagine del Paese";
evidentemente il dissenso - che è il sale della democrazia
-
non è ben visto da chi oggi governa l'Italia e che,
invece, dovrebbe chiedersi quanto male sta facendo ai cittadini, al
territorio, al nostro futuro con le posizioni assunte in
questi mesi. Prodi sostiene di amare Vicenza? Spieghi,
allora, per quale ragione da un anno a questa parte il
Presidente o un qualsiasi membro del suo Governo non hanno
pensato di venire nella nostra città per rendersi conto,
coni propri occhi, della situazione e dell'ubicazione della
nuova struttura militare.

Per il premier non si torna indietro su decisioni già
prese? Il Presidente può anche non cambiare idea, ma noi
proseguiremo la nostra battaglia. Se necessario, fermeremo
le ruspe come oggi abbiamo fermato la macchina del
Presidente del Consiglio.



Trento, 3 giugno 2007

***************************
Presidio Permanente NO Dal Molin
Via Ponte Marchese - Vicenza
www.nodalmolin.it
www.altravicenza.it

IL FUTURO è NELLE NOSTRE MANI
Difendiamo la terra per un domani
senza basi di guerra
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venerdì, 26 gennaio 2007
Un altro mondo è possibile...



per saperene di +



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domenica, 24 dicembre 2006
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mercoledì, 20 settembre 2006

http://www.milanofilmfestival.it/

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mercoledì, 20 settembre 2006

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domenica, 13 agosto 2006

FERMATEVI!
FERMIAMOLA!


LIBANO


IRAQ


PALESTINA


AFGHNISTAN


 


Questa guerra è una tragedia per
tutti. Anche per noi. Non mettiamo la testa sotto la sabbia.


Non arrendiamoci all’idea di un
conflitto e di un odio senza fine


La guerra non va in vacanza e diventa
ogni giorno più crudele. In Libano, in Galilea come a Gaza, in Iraq e in
Afghanistan. Per questo il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace
e i Diritti Umani e la Tavola della pace convocano


una manifestazione
nazionale


Assisi sabato 26 agosto
2006




emergenzalibano-list_unponteper.it mailing list


https://unponteper.it
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