«Se tu difendi quelle merde del Social forum, ti ammazziamo come stiamo ammazzando loro». L'avvocato Alessandra Ballerini, nel corso dell'udienza di stamani del processo per l'irruzione della polizia nella scuola Diaz di Genova durante il G8, entra nei dettagli delle minacce ricevute dai poliziotti che le impedivano l'ingresso nella scuola e ricorda alcune delle frasi che l'avevano maggiormente colpita e offesa.
Il processo per la sanguinosa irruzione dei poliziotti alla Diaz - dove sono imputati 29 poliziotti accusati a vario titolo di lesioni gravi, falso e calunnia è ripreso mercoledì dopo la pausa estiva. Oggi sono stati sentitti due legali del Genoa Social forum, oltre a Ballerini del foro di Genova, Susanna Gattini del foro di Bologna. I due legali hanno denunciato l'impossibilità di assistere gli arrestati durante i giorni del vertice e hanno raccontato di minacce e insulti ricevuti dai poliziotti sia per strada sia quando cercavano di entrare nella scuola dopo l'irruzione della polizia.
L'avvocato Ballerini ha poi sottolineato di aver presentato subito un esposto alla magistratura in cui denunciava la scomparsa per 24 ore di persone detenute nella caserma di Bolzaneto. Ha inoltre rievocato la notte dell'irruzione della polizia nella scuola Pascoli dove era stato allestito il «media center» e nell'istituto Diaz. «La stanza della scuola dove svolgevamo l'attività di legali - ha detto - aveva tutte le carte a terra, gli hard disk smontati. Nel dormitorio della Diaz invece c'era sangue dappertutto: su scalini, termosifoni, muri, anche a grumi grossi. Pensai che quella persona fosse sicuramente morta».
Il legale ha poi aggiunto che si era recata alla Diaz la notte dell'irruzione perché chiamata al telefono cellulare da un medico che in tono atterrito le aveva detto: «Vieni, che ci stanno ammazzando tutti». L'avvocato ha anche spiegato che con i colleghi del "Legal social forum" facevano dei turni dentro la scuola perché temevano irruzioni improvvise della polizia dopo aver documentato infiltrazioni di agenti tra i black bloc.
Anna Pizzo, una giornalista accreditata al Media center della Pascoli invece ha raccontato: «Arrivai a Genova alcuni giorni prima del G8 e andai al Media center per vedere le postazioni. Per prima cosa notai a terra mazze, pale e picconi, per cui chiesi che venissero tolti. Mi risposero di no, perchè sarebbero serviti per proseguire i lavori di ristrutturazione». Quegli attrezzi vennero poi attribuiti ai 95 no global arrestati nella scuola.
L'udienza proseguirà mercoledì prossimo con l'ascolto di altri testi.
dal messagero
Il processo per la sanguinosa irruzione dei poliziotti alla Diaz - dove sono imputati 29 poliziotti accusati a vario titolo di lesioni gravi, falso e calunnia è ripreso mercoledì dopo la pausa estiva. Oggi sono stati sentitti due legali del Genoa Social forum, oltre a Ballerini del foro di Genova, Susanna Gattini del foro di Bologna. I due legali hanno denunciato l'impossibilità di assistere gli arrestati durante i giorni del vertice e hanno raccontato di minacce e insulti ricevuti dai poliziotti sia per strada sia quando cercavano di entrare nella scuola dopo l'irruzione della polizia.
L'avvocato Ballerini ha poi sottolineato di aver presentato subito un esposto alla magistratura in cui denunciava la scomparsa per 24 ore di persone detenute nella caserma di Bolzaneto. Ha inoltre rievocato la notte dell'irruzione della polizia nella scuola Pascoli dove era stato allestito il «media center» e nell'istituto Diaz. «La stanza della scuola dove svolgevamo l'attività di legali - ha detto - aveva tutte le carte a terra, gli hard disk smontati. Nel dormitorio della Diaz invece c'era sangue dappertutto: su scalini, termosifoni, muri, anche a grumi grossi. Pensai che quella persona fosse sicuramente morta».
Il legale ha poi aggiunto che si era recata alla Diaz la notte dell'irruzione perché chiamata al telefono cellulare da un medico che in tono atterrito le aveva detto: «Vieni, che ci stanno ammazzando tutti». L'avvocato ha anche spiegato che con i colleghi del "Legal social forum" facevano dei turni dentro la scuola perché temevano irruzioni improvvise della polizia dopo aver documentato infiltrazioni di agenti tra i black bloc.
Anna Pizzo, una giornalista accreditata al Media center della Pascoli invece ha raccontato: «Arrivai a Genova alcuni giorni prima del G8 e andai al Media center per vedere le postazioni. Per prima cosa notai a terra mazze, pale e picconi, per cui chiesi che venissero tolti. Mi risposero di no, perchè sarebbero serviti per proseguire i lavori di ristrutturazione». Quegli attrezzi vennero poi attribuiti ai 95 no global arrestati nella scuola.
L'udienza proseguirà mercoledì prossimo con l'ascolto di altri testi.
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